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La vita dopo il calcio
(...) Storie di personaggi diversi tra loro, che raccontano la propria vita dopo il calcio. Una vita difficile, non solo perché viene meno la notorietà, ma sparisce il quotidiano, gli allenamenti, l’adrenalina che solo il campo, i cori dei tifosi, gli spalti pieni riescono a dare. Le emozioni di una vita che si concentrano in 15, 20 anni di carriera, prima di sprofondare, in molti dei casi raccontati da Branca, nell’oblio. C’è il reggino di Bagnara Calabra, Peppe Bagnato, che segnò un inutile rigore nella serie finale di spareggio con la Cremonese, e che ora, amante del mare, fa la spola tra la Calabria e Trieste. Ci sono parecchi uomini del nord che hanno trovato in Reggio una seconda casa, qualcuno è anche rimasto come il mantovano Gallusi, uno di quegli stopper d’epoca che seguiva il proprio avversario diretto fino agli spogliatoi, deluso dall’ambiente del calcio ma rimasto ad allenare ragazzini, o il veneto Massimo Mariotto, oggi direttore sportivo ma protagonista di due promozioni in B, idolo della prima Reggina di Lillo Foti (...) Maestrelli che rappresenta un’eccezione nel libro di Branca, di lui purtroppo non si può parlare della vita dopo il calcio, perché ci ha lasciati troppo presto, ma non menzionarlo quando si parla di Reggina sarebbe stato un delitto. Ad ogni modo, l’opera di Branca è da leggere, anche per chi non è tifoso dei calabresi.
Gabriele Porri (www.storiadelcalcio.info)
(...) sembra di tornare a sfogliare, insieme ai protagonisti, pagine di giornali un po’ ingiallite eppure vivide e, soprattutto, nuove, perché viste da un punto d’osservazione privilegiato, quello di chi la cronaca sportiva l’ha fatta (...) I ricordi scorrono sotto gli occhi del lettore grazie a una scrittura nitida come le immagini di un film e, insieme ad essi, torna la passione anche in quanti dal calcio si sentono traditi, come se l’autore costringesse a riguardare lo sport che più di tutti ci appartiene – per cultura e diffusione – tornando a sentirlo “nostro”. Un’appartenenza del cuore, oltre chi lo ha mercificato, svilito, ridotto a mero business (...) Qui, il calcio come sogno, come luogo dell’anima, come ricordo-rifugio per chi lo ha vissuto, per chi scrive e per chi legge.
Maria Teresa D'Agostino per "Calabria Ora"
(...) Giusva Branca ha voluto riflettere con gli idoli amaranto sulla gloria sportiva di cui hanno goduto e sul dopo, su quel che resta di
attimi di vita esaltanti, sul calore di un ricordo che li accompagnerà per la vita. (...) Il calcio come dovrebbe essere: emozioni, passioni, adrenalina.
Sergio Stanco per "Lo scaffale" di Calcio 2000
INCIPIT del libro:
PIERO PERSICO
"Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora..." (F. De Andrè)
Una volta per tutte Piero dovrà sparare - e colpire - quei fantasmi.
I fantasmi di un semplice, colossale errore.
Uno di quegli errori che costellano la vita dei portieri, anche di quelli più bravi, dai quali nessun estremo difensore è esente.
Il ruolo del portiere ha una vita a sè stante; il portiere gioca quasi un altro sport.
Solo con sè stesso.
Solo per almeno 70 minuti su 90.
Solo durante gli allenamenti in settimana.
Solo sotto la curva che, amica o nemica che sia, ti scarica tonnellate di pressione sulle spalle che quasi sempre sono larghe ma talvolta paiono improvvisamente strette...
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Giusva Branca |
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Idoli di carta |
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storie, passate e presenti, di undici ex calciatori della Reggina |
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Codice: 525 |
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Prezzo: € 6,00 |
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