Francesco Calabrò
Medico, patriota, autore dei primi studi sul bergamotto
I fioretti di San Francesco di Paola
Gli atti del processo di beatificazione del 1512, con le testimonianze di quanti assistettero ai miracoli.
 
Rivista giuridica della scuola
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Scheda della Pubblicazione
  Codice: ISBN: 978-88-7221-439-8                   Novità
  Autore:

Francesco Perri

Titolo:

Il Fascismo

La battaglia di Pan


Pagine: 78 Dimensioni:
Anno: 2009 Prezzo: € 10,00
 
 Categoria: Saggistica
Apparso nel 1922 nel pieno della battaglia politica prima della Marcia su Roma, il pamphlet politico che oggi viene ripubblicato dopo ottantasette anni, costituisce oltre che una preziosa testimonianza storica, l’occasione per fare il punto sul famoso “biennio rosso-nero”. L’opuscolo - firmato con lo pseudonimo di "Pan" - è stato rinvenuto in una Biblioteca di Modena, dopo lunghe ricerche su tutto il territorio nazionale da parte dei familiari. Francesco Perri fu sempre un irriducibile nemico dei fascisti e lo sarebbe stato di qualsiasi regime che fosse antidemocratico. La presente pubblicazione si avvale della prefazione dell'on. Francesco Nucara, Segretario Nazionale del Partito Repubblicano.
Note: Francesco Perri è uno dei maggiori esponenti della letteratura calabrese. Nato a Careri (RC) il 15 luglio 1885, frequentò il liceo classico a Reggio Calabria prima del terremoto del 1908. Emigrato al nord, dopo avere vinto un concorso alle Poste, soggiornò in Lomellina e poi a Milano e Pavia. Vincitore del “Premio Mondadori” nel 1927 con Emigranti, è anche autore del romanzo di denuncia della violenza dei fasci di combattimento in Lomellina, Conquistatori, del 1924. Per le sue nette prese di posizione contro il fascismo, sulle pagine della Voce Repubblicana, fu “congedato” dall’Amministrazione delle Poste nel 1926, nonostante avesse moglie e quattro figli. Nel 1932 fu incarcerato con l’accusa, infondata, di aver favorito la fuga dei fratelli Rosselli dal confino. Nel 1945/46 diresse dapprima il Tribuno del Popolo e poi la Voce Repubblicana. Poco dopo si ritirò dalla vita politica attiva e si dedicò solo alla letteratura, L’amante di zia Amalietta è del 1959. Morì a Pavia il 9 dicembre 1974, ma aveva chiesto di tornare alla sua Calabria, dove è sepolto a Careri. Intellettuale e narratore, i suoi scritti mantengono una straordinaria attualità.
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