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Rivista giuridica della scuola
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Scheda della Pubblicazione
  Codice: ISBN: 978-88-7221-415-2                  
  Autore:

Francesco Ceniti

Titolo:

Un carcere nel pallone

Con prefazione di Candido Cannavò


Pagine: Dimensioni:
Anno: Prezzo: € 15,00
 
 Categoria: Sport
Straordinaria affermazione per “Un carcere nel pallone” di Francesco Ceniti (Laruffa Editore) che conquista il terzo posto al 46/mo Premio Bancarella Sport. Dopo l’ammissione alla sestina finalista, il saggio di Ceniti ha raggiunto un altro significativo successo entrando nella terna dei vincitori del più prestigioso premio nazionale per i libri di sport. Domenica sera, a Pontremoli (Massa Carrara), dopo lo spoglio pubblico dei voti pervenuti dalla qualificata giuria tecnica – composta da autorevoli esponenti del mondo della cultura, dello sport, del giornalismo e del mondo librario - il reportage del giornalista della Gazzetta dello Sport, di origine calabrese, è risultato terzo alle spalle di “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer (Corbaccio), arrivato primo, e '”Averti trovato ora'” di Roberto Perroni (Mondadori), piazzatosi secondo. Sulle 110 schede pervenute al notaio, 37 voti sono andati al vincitore, 36 al secondo classificato e 23 al libro di Francesco Ceniti, che ha così superato le altre tre opere in lizza per il podio, “A Pedate” di Marco Balestracci (Mattioli 1885), “Calcio d’addio” di Pier Francesco Pompei (Palomar) e “Tifare Contro” di Giovanni Francesio (Sperling & Kupfer), tutti selezionati tra la migliore produzione editoriale del settore sportivo per il 2008. La serata conclusiva, condotta dal giornalista Paolo Liguori, ha visto la partecipazione del campione Claudio Sala, del giornalista Bruno Pizzul (che ha ricevuto il premio “Bruno Raschi”) e degli autori finalisti. Grande soddisfazione per l’autore e per la casa editrice reggina, che ha preso parte all’emozionante cerimonia di Pontremoli autorevolmente rappresentata dall’Editore Domenico Laruffa. Il saggio di Ceniti, arricchito dalla preziosa prefazione del compianto Candido Cannavò, ripercorre la straordinaria vicenda del “Free Opera”, la squadra di calcio composta da detenuti del carcere di Opera (MI) e iscritta - caso unico in Europa - dal 2003 al 2005, a un regolare campionato dilettantistico. Ceniti ha vissuto quell’eccezionale avventura a fianco dei protagonisti, ha partecipato agli allenamenti, ha raccolto le vicende dello spogliatoio e, soprattutto, ha ascoltato le loro storie, con sensibilità e rispetto, collocando il suo lavoro nella migliore editoria socio-sportiva NOTA BIOGRAFICA - Francesco Ceniti, nato a Roma nel 1969, è cresciuto in Calabria, dove si è laureato in Lettere Moderne. Giornalista professionista, è stato redattore presso numerose testate nazionali e regionali. Dal 2000 vive a Milano e dal 2003 lavora per la “Gazzetta dello sport”. Nel 2004 ha pubblicato (sempre per Laruffa editore) il romanzo “I cassetti perduti”. Dall’esperienza esaltante del campionato vissuta dai detenuti-calciatori del “Free Opera” - la squadra di calcio composta da detenuti del carcere di Opera (MI) e iscritta, dal 2003 al 2005, a un regolare campionato dilettantistico, caso unico in Europa - un reportage che analizza con sensibilità e rispetto l’universo oscuro delle carceri e la spinta vitale che pure è possibile ritrovare dietro le sbarre. Attraverso questa particolare squadra di calcio e le passioni che, dentro e fuori dalle mura blindate del carcere, animano il mondo del pallone, Ceniti ha raccolto storie di vite bruciate, di scelte sbagliate, di errori personali e, a volte, pure giudiziari. E ha raccontato i campionati di quella improbabile squadra, su cui nessuno avrebbe scommesso, e che poi ha catturato l’attenzione dei media e del mondo esterno per i suoi successi. Gli allenamenti, le dinamiche dello spogliatoio, le vittorie e le sconfitte, tutto come in un qualunque campionato dalle divisioni minori alla serie A, tutto come per qualunque squadra. Ma tutto dentro un carcere. Dentro le emozioni e i rimpianti degli uomini che attraverso la squadra hanno ritrovato una ragione di vita. “Nella costruzione del lavoro di Ceniti c’è un tramite singolare, prodigioso, magico: il pallone. Mister Ball, questa sorta di tesoro d’infanzia, di divinità pagana, di collettore universale di passioni, lui il Signor Pallone è stato il mezzo prezioso di collegamento, ma forse anche una finzione, un alibi per raggiungere un luogo proibito e raccontare qualcosa di diverso…. Sul traguardo c’era, in realtà, una dolorosa, struggente, edificante antologia di vita. Il mosaico umano di questo libro…” (dalla prefazione di C. Cannavò).
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